Attività di acconciatori: Scia e requisiti professionali per aprire un parrucchiere

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Attività di acconciatore: quali sono le caratteristiche principali?

Da circa un decennio l’attività di acconciatore è stata disciplinata da un’apposita legge che ha avuto come scopo principale quello di identificare in un’unica professione le due qualifiche che distinguevano inizialmente il barbiere dal parrucchiere. In altre parole, prima dell’entrata in vigore della legge n. 174 del 2005, la professione di acconciatore si divideva in parrucchiere per uomo e parrucchiere da donna e la dicitura appariva sulle autorizzazioni rilasciate dal comune per l’esercizio della professione. Oggi invece l’acconciatore ha un solo significato: quello di essere una professione che comprende specifici trattamenti legati all’aspetto estetico dei capelli e della barba, a prescindere se il parrucchiere si specializza nel settore maschile o in quello femminile. Si tratta di un’attività economica a tutti gli effetti riconosciuta nella maggioranza dei casi come impresa artigianale, con la conseguente possibilità di usufruire di alcuni sgravi fiscali.

 

L’iter professionale dell’acconciatore: le tappe principali

 

Non ci si può improvvisare acconciatori. E’ obbligatorio seguire un iter professionale della durata di qualche anno prima di poter svolgere, individualmente o sotto forma di società, la professione del parrucchiere in maniera legale. Il percorso inizia con l’iscrizione ad un corso di qualificazione della durata di due anni, organizzato specificamente da soggetti autorizzati solo dalla Regione.
A conclusione di questo, un ulteriore corso di specializzazione, della durata di un anno sarà propedeutico per il superamento dell’esame tecnico – pratico, necessario per ottenere l’abilitazione. La specializzazione, a differenza della qualificazione, ha contenuto pratico e può essere sostituito con un periodo di inserimento in un negozio di parrucchieri.
Esistono alcune alternative ai corsi di qualificazione e di specializzazione che si svolgono in aula. L’interessato può scegliere di lavorare direttamente in un salone, per un periodo di inserimento pari a tre anni ma, contemporaneamente, dovrà seguire un corso di formazione teorica. Alcuni optano invece per l’apprendistato che, avendo come scopo quello di imparare una professione, riduce ad un anno il trienno previsto come periodo di inserimento.
Una volta concluso i corsi di specializzazione o i periodi di inserimento lavorativo, bisognerà superare un esame tecnico – pratico per ottenere l’attestato o il diploma necessari all’abilitazione. Non tutti i certificati qualificano un soggetto come acconciatore professionista, perché solo quelli rilasciati dai corsi autorizzati dalla Regione hanno valore legale e consentono di svolgere il mestiere del parrucchiere.

 

Come aprire un salone di parrucchiere

 

Come tutte le attività economiche, anche l’esercizio della professione di acconciatore prevede una serie di requisiti disciplinati dalla legge, e per la precisione essi sono due: il possesso dell’abilitazione ed il rispetto delle norme igienico sanitarie. Il Comune accerterà la sussistenza dei predetti requisiti non appena l’interessato presenterà, presso lo Sportello Unico per le Attività Produttive, una Segnalazione Certificata di Inizio Attività all’interno della quale egli documenterà il possesso delle qualità professionali conseguite. Il Comune competente è quello dove avrà sede il salone, ed ulteriori adempimenti andranno effettuati presso l’Agenzia delle Entrate, dove sarà necessario aprire una Partita IVA. L’interessato dovrà farne richiesta presso uno sportello dell’Agenzia delle Entrate entro trenta giorni dall’inizio dell’attività lavorativa, compilando appositi modelli. Questa procedura consentirà all’acconciatore di scegliere un regime contabile agevolato, sulla base delle prospettive di guadagno future.

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