Regole per aprire attività di catering e laboratori artigianali settore alimentare

Somministrazione
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Perché aprire un catering o un laboratorio artigianale alimentare

Se intendete avviare un’attività, le prime cose da pensare sono: che cosa vi piace e sapete fare, e quale settore può rivelarsi redditizio e solido, anche tenendo conto della crisi economica che tuttora rende il futuro incerto. Vi aggrada cucinare? Ebbene, sappiate che, dati alla mano, catering e laboratori artigianali alimentari promettono ottimi risultati.
Scelta gastronomica ampia e personalizzata, qualità e costi contenuti spiegano il successo del primo, con clienti sempre più numerosi “rubati” a ristoranti e fornelli casalinghi, mentre per i secondi vale per esempio la riscoperta di tradizioni culinarie di valore, in un mondo sempre meno soddisfatto dei prodotti industriali.
Quanto al futuro, difficile credere che l’interesse per il buon cibo e gli eventi in cui consumarlo si estingueranno. I fatti parlano chiaro: si tratta di attività in crescita.
Se è un’idea che state accarezzando, è bene però che sappiate nello specifico cosa serve e come si procede.

 

Requisiti per l’apertura

Aprire un’attività di questo tipo richiede:
un locale per cucinare, conforme ai parametri igienico-sanitari di legge;
fornitori affidabili, e disponibili, come dovrete essere voi, ad orari flessibili, dato che il grosso delle richieste, in particolare per il catering, è nei week-end e festività;
mezzo di trasporto adeguato, per portare alimenti e bevande a destinazione;
personale preparato, che abbia seguito un corso per alimentarista (dovrete averlo fatto anche voi) e, per i laboratori, a indirizzo specifico a seconda del tipo;
adeguata pubblicità o buone conoscenze. I canali per promuovervi possono essere il web, i volantini, le radio e tv locali e, non sottovalutatelo, il passaparola. Lavorando bene, difatti, non solo fidelizzerete i vostri clienti, ma saranno loro stessi a portarvene altri; nel caso dei laboratori vale anche presentarsi di persona presso potenziali clienti come i ristoranti:
− l’Haccp, ovvero il manuale di igiene sanitaria. Stiamo parlando di attività soggette a precise norme in materia igienico-sanitaria, e i controlli da parte della Asl non mancheranno;
materiale accessorio come cancelleria per tenere la contabilità e stipulare i contratti con i clienti;

 

Investimenti iniziali

I costi di apertura attività variano in base ai singoli progetti e alle strutture/personale che serviranno.
Per il catering, una piccola impresa può essere aperta anche con un capitale iniziale di 6000-7000 €, se disponete già di un locale idoneo per cucinare che non richieda ristrutturazione. Per informazioni più dettagliate, conviene consultare la Asl, che vi ragguaglierà sui requisiti edilizi indispensabili. A titolo indicativo, tenete presente che la cucina dovrà misurare almeno 25 metri quadri, e che pareti, pavimento e piani di lavoro devono essere in materiali facilmente lavabili. Esiste però l’alternativa di affittare un locale già in regola.
Poi ci sono attrezzature e mezzo di trasporto; quest’ultimo deve garantire la tenuta igienica di alimenti e bevande, quindi non potrà essere destinato ad usi antitetici.
Il personale: se cucinate voi, potranno bastarvi all’inizio, uno o due aiutanti.
Infine dovrete aggiungere le spese di contabilità, a meno che non siate in grado di fare da soli.

Per i laboratori alimentari i costi iniziali sono più alti.
I capitoli spesa sono simili a quelli del catering, ma bisogna considerare cosa intendete produrre e le relative attrezzature, ad esempio, mettiamo si tratti di dolci, i forni, e se intendete associare alla produzione la vendita sul posto. Anche in questo caso conviene rivolgersi alla Asl per conoscere i requisiti per il personale, i locali ed eventualmente per il mezzo di trasporto.
Ad ambedue le attività vanno poi aggiunti i costi per la burocrazia.

 

La parte burocratica

Eh, sì, la burocrazia. Coraggio.
Intanto occorre presentare per il catering la DIA (denuncia inizio attività) e per i laboratori la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività), entrambi al comune, che poi ne passerà copia alla Asl.
Poi vi serviranno la licenza commerciale e l’autorizzazione sanitaria, le iscrizioni, anche per i dipendenti, all’INPS e all’INAIL, nonché quella alla C.C.I.A.A.
Se tutto ciò vi sembra troppo oneroso, esistono le agenzie di disbrigo pratiche amministrative, alcune delle quali, come la Novapraxis, ricevono le richieste di incarichi anche online.

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